Senzanome – La scelta di Kuruō

Esistono molti luoghi sconosciuti ai mortali, alcuni perché irraggiungibili, altri perché incomprensibili per loro stessa natura. Uno di questi è il Tempio del Cielo, un antichissimo complesso fluttuante in stile , celato tra le nubi più alte; nessuno potrebbe mai raggiungerlo in volo, poiché esso si manifesta soltanto a coloro che ne sono richiamati.

Questo è ciò che successe molto, molto tempo fa ad un bambino di nome Mu-Le, cresciuto orfano in un villaggio di contadini che lo aveva isolato per le stranezze che involontariamente manifestava: come comprendere il linguaggio degli animali e sognare eventi futuri particolarmente dolorosi, ma anche riuscire a vedere il momento della morte drammatica di qualcuno come se accadesse in quell’istante, anche se era avvenuto anni prima, ed essere in grado di riconoscere il vero colpevole.

Queste capacità lo condannarono all’esilio nonostante la sua tenera età, così fuggì verso un piccolo tempio di montagna, dove fu accolto da una donna anziana custode del luogo, che gli insegnò la meditazione e le arti marziali, ma anche ad instaurare un equilibrio interiore con il mondo circostante e i suoi elementi.

Divenuto ormai diciassettenne, Mu-Le si sentì chiamare come da un sussurro, da un bisbiglio impossibile da ignorare; seguendolo trovo una zona inesplorata e abbandonata del tempio dove trovò un grande specchio incastonato nella roccia: da lì veniva quella voce, e gli bastò sfiorarne la liquida superficie per ritrovarsi dall’altra parte.

Fu cosi che Mu-Le venne chiamato dal Tempio del Cielo, il luogo sacro al quale era destinato fin dalla nascita.

Qui conobbe l’anziano maestro che lo avrebbe istruito ed addestrato per divenire un Custode della Memoria, ma quando Mu-Le espresse la volontà di tornare indietro per non abbandonare la donna che si era presa cura di lui per tutto quel tempo, gli venne mostrato che il vecchio tempio era stato attaccato ed era avvolto dalle fiamme, la donna era stata uccisa e lui era stato chiamato lì prima che ne rimanesse coinvolto.

Quest’avvenimento creo un profondo rancore nel cuore di Mu-Le che non si fidò mai del maestro e dei suoi insegnamenti. In principio meditò la vendetta ma poi, col tempo, scoprì un modo per utilizzare il proprio potere e gli insegnamenti ricevuti per spingersi oltre la dottrina del Tempio.

Mu-Le continuo in segreto a sviluppare le sue personali capacità, riuscendo a portarle ad un livello decisamente maggiore: era divenuto in grado di entrare in una meditazione profonda che gli permetteva di divenire lui stesso un ponte tra il mondo spirituale e quello materiale.

Nel mondo degli spiriti, ciò che un mortale può trovare e vedere è strettamente legato alla propria spiritualità, all’identità della propria anima, di conseguenza ci si approccia a ciò che più assomiglia a se stessi, come fosse un espansione del proprio riflesso in uno specchio. Così il giovane Mu-Le raggiungeva, attraverso l’immateriale, sentimenti sospesi, ricordi legati saldamente al mondo dei vivi anche se le persone a cui appartenevano non esistevano più.

Era divenuto capace di entrare in profonda empatia con interiorità irrisolte e bisognose di essere ascoltate e comprese. Tutto ciò era proibito dalla dottrina del Tempio del Cielo poiché rappresentava un serio pericolo, un’anima non abbastanza forte poteva rimanerne vittima e non riuscire a rappresentare un sostegno, ma finire per essere assorbita dal vortice negativo perdendo se stessa. Ma la possibilità di entrare in contatto con queste realtà e poter essere d’aiuto rincuorava profondamente il giovane apprendista che continuò a conservare in segreto questa coltivazione.

Raggiungendo il compimento di una parte fondamentale del suo apprendistato, Mu-Le fu nominato ufficialmente dal Maestro come Custode della Memoria, e ribattezzato Kuruō-Mah – Vortice nel Lago, un nome che si riferiva alla sua profonda identità spirituale e caratteriale.

Allo stesso modo, insieme a lui ricevette l’onorata cerimonia l’unico altro allievo del Tempio che, a sua volta, fu ribattezzato Ash-Raam – Calma nella Tempesta. I due vennero addestrati insieme ed instaurarono un profondo rapporto di reciproco sostegno e amicizia ma, essendo di spiritualità e sentimenti diametralmente opposti, non mancavano momenti di conflittualità e severo confronto, pur senza mai divenire realmente nemici.

Ma il rancore di Kuruō, la sua intolleranza verso la dottrina impartita nel Tempio, l’opprimente consapevolezza di un destino prefissato e la sua segreta esplorazione e coltivazione di un potere proibito, finirono per sfociare in una vera e propria ribellione da parte del giovane Custode fino al giorno in cui, all’ennesimo conflitto con il maestro, ne ripudiò definitivamente gli insegnamenti, rifiutò il nome datogli al momento della nomina cerimoniale e si rinominò Senzanome, sostenendo che Mu-Le era morto al vecchio tempio insieme alla donna che lo aveva cresciuto e accudito, sfogando tutto il suo potere e la sua rabbia, uccidendo l’anziano maestro del Tempio.

L’aspro confronto con Ash-Raam a questo punto era inevitabile, ma combattendo si compresero profondamente e furono capaci di mettere da parte l’odio accettando l’innegabile differenza dei propri sentieri, delle proprie anime e dei propri valori, e compresero che il raggiungimento di questa consapevolezza rendeva superfluo lo scontro.

Cosi si salutarono, Senzanome abbandonò per sempre il Tempio del Cielo ed intraprese il suo viaggio al fine di compiere il proprio destino di Custode della Memoria, ma a proprio modo e seguendo le proprie ragioni, pronto ad affrontarne direttamente le conseguenze, ma anche ad andare fino in fondo.

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